Le infezioni rappresentano una delle principali cause di morbilità e mortalità precoce nei pazienti con Mieloma Multiplo.1
L’aumentato rischio infettivo non è attribuibile soltanto alla patologia in sé, ma anche alla varietà e all’intensità dei trattamenti cui i pazienti vengono sottoposti.1




Elaborazione grafica da testo, Rif. 1
I pazienti con Mieloma Multiplo possono sviluppare diversi tipi di infezioni.3
Le più comuni sono quelle batteriche, in particolare le infezioni respiratorie e quelle del sangue, causate sia da batteri Gram-negativi sia Gram-positivi.
Tra i patogeni più frequenti si trovano Streptococcus pneumoniae, Escherichia coli, Klebsiella pneumoniae e Staphylococcus aureus.3
Le infezioni virali sono più frequenti nei pazienti trattati con farmaci immunomodulatori o anticorpi monoclonali, come nel caso del virus varicella-zoster
e del virus respiratorio sinciziale.
Le infezioni fungine sono invece più comuni nei pazienti in terapia prolungata con corticosteroidi o antibiotici ad ampio spettro, in particolare quelle causate da Aspergillus fumigatus e Candida albicans.
Una volta insorte, queste infezioni tendono spesso a progredire rapidamente, sono difficili da controllare e sono associate a una prognosi sfavorevole.3
Il Mieloma Multiplo è caratterizzato da ipogammaglobulinemia. Questa compromissione è presente nella stragrande maggioranza dei pazienti con Mieloma Multiplo di nuova diagnosi e deriva da diversi meccanismi.1
Le plasmacellule neoplastiche inibiscono la corretta produzione di anticorpi. A ciò si associa anche un aumentato «ricambio» delle immunoglobuline e una conseguente più rapida degradazione.1
Un ulteriore meccanismo contribuisce alla compromissione della risposta immunitaria: l’alterata maturazione dei linfociti B, che comporta una riduzione quantitativa e funzionale di queste cellule.1
L'ipogammaglobulinemia determina una significativa riduzione della capacità di combattere i patogeni, in particolare quelli opportunisti.1
Le condizioni al basale del paziente dovrebbero guidare interventi precoci quali l’ottimizzazione della gestione delle comorbilità, il supporto alla cessazione del fumo, il supporto nutrizionale e una strategia vaccinale personalizzata.3
Parallelamente, i rischi legati alla malattia e alle terapie richiedono un monitoraggio continuo durante il trattamento, con controlli ematologici regolari, screening tempestivo dei patogeni e, nei pazienti ad alto rischio, l’eventuale impiego di profilassi antimicrobica o antivirale secondo le raccomandazioni
delle linee guida.3
NP-IT-MMU-WCNT-260002 - Luglio 2026